L’esilarante storia del bracciale Tennis - Meloni Gioielli
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L’esilarante storia del bracciale Tennis

Quale legame potrà mai esserci tra una disciplina sportiva e uno dei gioielli più iconici di sempre?
Immaginate di essere spettatori di una decisiva partita degli US Open di Tennis, è il 1987 e in campo c’è Chris Evert, giovane tennista statunitense consacrata nel 1974 con la vittoria, a soli 19 anni, del Roland Garros, e di assistere improvvisamente ad un movimento brusco, quando il ritmo di gioco è ormai avviato, che fa cadere in terra il bracciale di diamanti indossato dall’atleta e pensato per lei dal gioielliere egiziano George Bedewi.

Immaginate lo stupore dagli spalti, quando la bionda Chris chiese di fermare la partita e iniziò a cercare e raccogliere con dedizione i diamanti dispersi, dimenticando il pubblico, il risultato e la diretta Tv.

Al tempo quei bracciali dal design essenziale erano noti come eternity bracelet, dal momento che la chiusura a scomparsa rendeva la fila di brillanti senza inizio, infinita, esattamente come il romantico intento d’amore per cui venivano regalati. Bastò quel pomeriggio del 1987 a far divenire l’eternity bracelet il tennis bracelet che oggi tutti conosciamo e che ogni donna dovrebbe avere riposto nel proprio portagioie.
Durante una delle classiche interviste del post partita Chirs spiegò ai giornalisti di non essersi mai separata dal suo tennis bracelet, motivo per cui era stato fondamentale interrompere il gioco e tentare di ricomporlo lì sul campo, correndo il rischio di mettere in scena uno spontaneo e inaspettato spot pubblicitario.

Da allora altre tenniste e sportive in generale hanno deciso di indossare gioielli delicati e pratici, proprio come il tennis facendoli divenire veri simboli di stile oltre che evergreen.

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